My reality is that of films, fables, theatre and plans to conquer the world.
kateoplis:

2011 Press Photographer Awards: Les Wilson, Fox cubs at London Wildcare

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2011 Press Photographer Awards: Les Wilson, Fox cubs at London Wildcare

consquisiteparole:

Michelangelo vorrebbe un prato verde all’inglese tutt’intorno alla Laguna, che i colori delle case di Venezia cambiassero col suo umore, e che l’acqua diventasse a volte anche un po’ gialla.

Aggiornamenti (ovvero, i cattivi esistono ma i buoni vincono -quasi- sempre)

Per chi avesse letto del furto di strumenti ai Fast Animals and Slow Kids e si fosse intristito alla notizia, adesso potete nuovamente gioire, ritrovare la speranza ed unirvi a me per continuare ad illuderci che questo sia un mondo bellissimo: gli strumenti sono stati recuperati! 

In ogni caso, scaricate il loro album gratuitamente qui e ascoltatelo. Io non riesco a smettere. (Potete anche andare qui a vedere il simpatico video che i Gazebo Penguins avevano fatto per promuovere un’eventuale colletta)

“Ok, qui veramente si va nella stratosfera.
No non potete capire, non sappiamo neanche come scriverlo: ABBIAMO RITROVATO GLI STRUMENTI CAZZOOOOOOO

Quelle merde hanno provato a venderli, ne siamo stati messi al corrente, e siamo riusciti a riprenderli.
Nel giro di una mattinata, la mattinata più bella della nostra vita, dopo i 5 giorni, i 5 giorni più lunghi della nostra carriera, abbiamo ripreso i nostri strumenti. I nostri strumenti. I nostri strumenti!
Alcune cose sono praticamente inutilizzabili ma sti cazzi, abbiamo nuovamente le nostre chitarre e il nostro basso.

Vogliamo solo dire una cosa e poi ci chiudiamo in sala prove: quello che si è stretto intorno a noi, nei passati giorni, è stato qualcosa di incredibile. Una solidarietà e un’amicizia che veramente non avremmo mai pensato. Le chiamate dei musicisti, delle ditte musicali, dei promoter, degli amici, di tutti cazzo.
Tutte queste chiamate, dicevamo, ci hanno aiutato a riprendere la nostra roba.
Sono stati il fulcro del passaparola che ha fatto arrivare la notizia della “vendita” sottobanco delle nostre chitarre.
Una storia incredibile che ci segnerà per sempre, una storia che ci insegnerà ad essere persone che CI CREDONO di più, che ci insegnerà che credere nella musica è la cosa più giusta che ci sia, ci insegnerà che suonare con tutto il fuoco che si ha dentro per milioni di AMICI in giro per l’Italia è l’unica cosa che conta ed è l’unica cosa che potrà portarci fuori dalla melma in cui giacciono le nostre vite.
Ci insegnerà che la COMUNICAZIONE è la base per cambiare le cose in questo paese così a cazzo.

Non sappiamo come comportarci ora, di fronte a tutti voi che così in massa ci avete supportato e ci avete dato la forza per reagire. Non sappiamo come dirvi GRAZIE.

Una cosa però è certa: Giovedì saremo a Roma al Circolo degli Artisti. Immaginate solo un secondo che cazzo succederà su quel palco. 

Su quel palco con le nostre chitarre.

FASK”

hoplalalaa:

Tadeusz Kantor - The Sea Concerto (1967)

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Tadeusz Kantor - The Sea Concerto (1967)

enricazphotography:

may 2011 on Flickr.
Venice, IT

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may 2011 on Flickr.

Venice, IT

hoplalalaa:

Jules et Jim, Francois Truffaut (1962)

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Jules et Jim, Francois Truffaut (1962)

E La Nave Va, Federico Fellini (1983)

E La Nave Va, Federico Fellini (1983)

College Boy, Indochine (written, produced and directed by Xavier Dolan)

David Bowie, mi dispiace per te ma hai perso. Impara da Xavier.

(per chi sa il francese, qui c’è la lettera che Xavier ha scritto in risposta alla censura di questo video da parte del governo francese)

"In tutti i miei film troverete…visioni.
Sinceramente sono molto depresso per questi clichés pubblicitari, questi manifesti di viaggi, queste immagini inutili e insignificanti che ci circondano.
Meritiamo di meglio. Il film su Kaspar Hauser mi dà un’eccellente occasione di mostrare una sorta di prima visione delle cose. Io voglio mostrare a cosa può assomigliare un albero quando lo si vede per la prima volta nella vita. E’ come se fosse la prima volta che si aprono gli occhi per vedere come è fatto il mondo. Ho l’impressione di appartenere al mondo della notte e che i miei film nascano dall’oscurità. Cerco di trovare o di creare un vocabolario di nuove immagini in cui la realtà diventi irreale e visionaria, come per esempio quei mulini a vento in “Segni di Vita” o quella barca in cima ad un albero in “Aguirre”. sono cose reali ma in trance, simili ad allucinazioni."

- Werner Herzog, Paese del silenzio e dell’oscurità (Land des Schweigens und der Dunkelheit, 1971) (via)